Rassegna stampa 25 - 31 maggio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

01/06/2026

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Rassegna stampa

Affitti brevi Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 27 maggio si legge: “È un’area di oltre 16 chilometri quadrati che comprende più di 103 mila abitazioni quella in cui dal mese di giugno non sarà possibile attivare nuovi airbnb: dopo le 35.593 case del centro Unesco, in cui lo stop è scattato un anno fa, ora se ne aggiungeranno altre 67.780, distribuite su più di 11 kmq. Insomma, Firenze triplica il congelamento degli affitti turistici brevi. E lo fa in coincidenza con quelle che il Piano operativo identifica con le sottozone A3 e A4. Se con A1 si identifica il centro storico, A3 in soldoni è l’area di espansione ottocentesca, A4 quella urbanizzata a inizio Novecento. Per ora non si tratta di un taglio degli airbnb, ma solo di uno stop ai nuovi. Sull’altro lato dell’Arno, a Gavinana si estende fino a via Erbosa e piazza del Bandino, sfiorando l’Ipercoop, aggiunge un francobollo di strade fuori dalla porta di San Miniato, il cosiddetto fuori porta di San Niccolò. Oltre alla zona del Bobolino, l’inizio di via Senese, tutta viale Petrarca, piazza Pier Vettori, fino a piazza Paolo Uccello, la porta d’ingresso dell’Isolotto. In base allo studio del professor Filippo Celata, ordinario di Geografia economica a La Sapienza di Roma, le zone a maggior impatto di affitti brevi fuori dal centro storico sono quelle attorno a viale Belfiore, via Pisana, Libertà, via Gioberti, via di Belvedere. Si arriva a interi quartieri dove il 7,5% del patrimonio abitativo è consegnato al turismo. Accanto a queste ce ne sono altre dove la pressione è comunque rilevante, ma quel che preoccupa è semmai l’accelerazione dei nuovi airbnb registrata a partire dal post pandemia, con punte del 91% in più all’anno. Non rientrano invece nei blocchi zone come quella di via di Novoli, dove attorno all’asse della tramvia i numeri stanno crescendo in modo impetuoso, ma in assoluto sono ancora distanti dai criteri per giustificare lo stop. Il principio è infatti sancito dal Testo unico sul Turismo della Regione, che concede ai sindaci il diritto di istituire blocchi laddove gli airbnb minaccino la tenuta della residenza, tra case sottratte agli affitti lunghi e canoni di locazioni spinti troppo in alto. L’assessore al Turismo Jacopo Vicini ha spiegato che «quando si tracciano dei confini, ci sarà sempre un’abitazione dove non si potrà fare affitto turistico e un’altra vicinissima dove si potrà ancora fare, è inevitabile». Dalla coerenza della mappa restano tuttavia fuori dalla nuova area di blocco zone come le ex Ogr e la nuova Leopolda, buona parte di via Maragliano e di viale Redi, ma anche un pezzo di Bellariva, col risultato che la futura tramvia per Bagno a Ripoli avrà una zona franca — in coincidenza con l’ex Enel di via Quintino Sella — prima di attraversare l’Arno e di rientrare nella zona di esclusione di Gavinana”.

Ex Convitto della Calza

Sul Corriere Fiorentino del 29 maggio si legge: “All’ex Convitto della Calza si può andare a pranzo tutti i giorni senza la necessità di visitare il museo attiguo. È questa l’ennesima incongruenza della tanto discussa struttura di piazza della Calza, all’ombra di Porta Romana. Discussa perché dal momento del l’apertura, tante sono risultate le attività irregolari. Prima fra tutte un sostanziale cambio di destinazione d’uso non autorizzato, ovvero da direzionale

(spa) a ricettivo (albergo), che è costato anche una multa dal Comune. La struttura doveva essere una spa dove i clienti potevano usare anche la foresteria. E invece, sin dall’inaugurazione è stato possibile fa re esattamente il contrario prendere una camera senza necessariamente usufruire della spa. Adesso nella struttura, appartenente alla società Domus Rex, è nato un museo, forse un modo per permettere di tenere aperto il ristorante, a sua volta contestato da Palazzo Vecchio, visto che dal 2017 non si possono aprire nuovi ristoranti in area Unesco e lì non si poteva neppure trasferire licenze perché mancava la destinazione d’uso. Eppure, telefonando per prenotare un tavolo a pranzo, dalla reception nessuno ci dice che, per pranzare, è necessario contestualmente visitare il museo”.

Airbnb

Sul Corriere Fiorentino del 29 maggio si legge: “Dopo un’ora e mezzo di battaglia, la commissione Sviluppo economico di Palazzo Vecchio ha dato il via libera al nuovo regolamento sugli airbnb partorito martedì dalla giunta Funaro. Il risultato, 10 voti favorevoli (Pd, Avs-Ecolò e lista Funaro) e 2 contrari (FdI), non restituisce tra astensioni e assenze il dibattito molto duro che ha caratterizzato l’incontro. In particolare con le scintille tra il capogruppo Pd Luca Milani e il consigliere di FdI Giovanni Gandolfo. A fare le spese del clima infuocato è stato anche il professor Filippo Celata, il docente de La Sapienza che ha condotto lo studio che è servito poi alla sindaca Sara Funaro per incardinare il congelamento di nuovi airbnb in un’area di 11,2 chilometri quadrati oltre il centro storico. Celata, a lungo in collegamento video, è stato bersaglio dell’accusa di essere ideologicamente orientato contro gli airbnb: «C’è un’economia che si è costruita attorno a questo fenomeno che non deve essere demonizzata, ma in generale l’economia della città finisce per impoverirsi perché espelle i suoi stessi lavoratori, finisce per avvelenare lo stesso pozzo da cui estrae il proprio benessere. La Banca d’Italia ci dice che oltre una certa soglia di turismo il reddito pro capite si abbassa», ha detto Celata. Che la proliferazione degli airbnb provochi l’innalzamento degli affitti e lo spopolamento, aggiunge, «lo dicono tutti gli studi, e molti di questi sono fatti da economisti che concludono che il fenomeno delle locazioni turistiche ha effetti positivi perché valorizza gli immobili. E questo è indubbio. Ma il punto è politico: Firenze vuol far prevalere i diritti dei proprietari o di chi è escluso da questi diritti di proprietà? È una decisione politica su cui non mi pronuncio, ma negare questi effetti smentisce i risultati di tutta la ricerca su questo campo». Il sì della commissione, che anticipa di una settimana il dibattito in Consiglio comunale, provoca la reazione delle opposizioni, con in testa la lista Schmidt che contesta la procedura d’urgenza scelta dalla sindaca, e il M5S che chiede approfondimenti sui dati di Celata. Ma, se Confcommercio, Confartigianato e Cna aprono al provvedimento, nel centrodestra qualche crepa si apre. Forza Italia è compatta contro il provvedimento, ma in Fratelli d’Italia il no assume contorni più sfumati”.

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