Rassegna stampa 4 - 10 maggio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

11/05/2026

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Rassegna stampa

Casa Firenze

Su La Nazione del 5 maggio si legge: “Da una parte l'appello con oltre 110 firme da parte di docenti universitari, esponenti della cultura, ex amministratori pubblici, dall'altra la replica stizzita della sindaca Sara Funaro. Ciò che chiede Il Laboratorio per la città è di 'rivedere l'accordo tra Comune di Firenze e Banca europea per gli Investimenti (Bei) sul piano di social housing sostenibile'. Tra i firmatari i professori Tomaso Montanari, Roberto Budini Gattai, Ornella De Zordo, Francesco 'Pancho' Pardi, Leonardo Rombai. 'Occorre riportare ogni opzione urbanistica all'interno di una regia pubblica', spiega Amos Cecchi, a suo tempo assessore a Palazzo Vecchio. Nel documento vengono espresse preoccupazioni perché 'le esperienze di altre città europee mostrano che l'intervento della Bei tende a spostare l'housing sociale verso le fasce del ceto medio', lasciando scoperte 'le fasce meno solvibili', citando in primis l'esempio di Lisbona. 'Si finisce per fare le case per quelli che i soldi li hanno', sintetizza Cecchi. Secondo Vincenzo Esposito, già ad di Casa spa, “i dati rilevati ci dicono che la fascia grigia', quella a cui è destinato l'housing sociale, 'sta progressivamente scivolando verso il limite di reddito dell'Erp'. Tra le richieste avanzate al Comune, anzitutto una moratoria, con la sospensione delle previsioni sulle aree critiche 'dove l'attuazione del piano può compromettere la qualità storico-monumentale o altri obiettivi di interesse collettivo'. Da parte di Funaro il concetto base è: 'Stop alle strumentalizzazioni e stop alle fake news'. 'Basta con le strumentalizzazioni – osserva la sindaca -. Quella con Bei è la prima operazione per aumentare il patrimonio pubblico'. 'Come Comune, stiamo investendo sull’edilizia residenziale popolare e adesso vogliamo farlo anche sull’edilizia residenziale sociale pubblica per garantire una risposta anche a quelle fasce che non hanno diritto agli alloggi popolari e che sono insufficientemente servite dal mercato privato – spiega Funaro -. Siamo il primo Comune a realizzare un accordo di collaborazione con la Bei sul tema dell’abitare per affrontare la crescente sfida dell’accesso alla casa: basta raccontare fake news'. 'L’accordo – conclude Funaro - ha una regia completamente pubblica: siamo noi come Comune che individuiamo le aree dove costruire, siamo sempre noi a individuare il patrimonio da mettere a disposizione e ancora noi che andiamo a chiedere disponibilità ad altri enti pubblici di darci in concessione immobili da poter utilizzare dal punto di vista abitativo per il lungo periodo. Questo servirà per andare a valutare la sostenibilità di mutui per accrescere il patrimonio pubblico e dare così risposte ai cittadini per quanto riguarda l'Edilizia residenziale sociale. In merito all’Edilizia residenziale popolare il Comune di Firenze ha già stanziato risorse per ristrutturare alloggi: saremmo, anzi, ben felici se il governo volesse stanziare ulteriori risorse per costruire nuovi alloggi popolari'”.

Stadio Firenze

Su La Nazione del 5 maggio si legge: “Mentre proseguono i contatti tra Comune di Firenze e Fiorentina per mettere nero su bianco l'operazione del project financing – e su questo maggio sarà un mese decisivo -, emergono dettagli interessanti su quella che sarà la nuova curva Fiesole. Il cantiere procede e il nuovo impianto potrà ospitare anche i concerti. Vengono così superati alcuni dubbi che erano stati posti sulla possibilità di organizzare eventi di quel tipo nel nuovo Franchi. La novità, raccontata in Consiglio comunale dall'assessora allo sport Letizia Perini, riguarda una parte sollevabile e mobile all'interno della nuova Fiesole, che servirà proprio per l'allestimento dei concerti. 'L'accesso dei mezzi per gli allestimenti avverrà nella nuova curva Fiesole dove è presente una porzione sollevabile della gradinata e lo spazio per far passare i mezzi è evidente già adesso', ha spiegato Perini rispondendo ad un question time di Cecilia Del Re, consigliera comunale di Firenze Democratica. Perini ha osservato che 'per Firenze è importante che lo stadio possa tornare a ospitare concerti e grandi eventi, tornando così a essere una tappa dei principali tour negli stadi'.

Una parte della nuova Fiesole sarà dunque mobile in modo da consentire l'ingresso di grandi autoarticolati (e non sacrificare decine di posti). Il modello organizzativo è quello dell'Allianz Stadium di Torino, che ospita grandi concerti oltre alle partite di calcio. Nel dettaglio nella curva Fiesole è previsto un accesso carrabile che consente, nell'ordinarietà, il passaggio sotto alla gradinata di chi si è occupa del soccorso e della manutenzione del manto di gioco. Ma soprattutto in occasione di eventi particolari come i concerti 'è stata progettata una porzione mobile della gradinata, sopra l’accesso carrabile, che può ruotare garantendo l'ingresso di mezzi più ingombranti'. Quando i tifosi non sono presenti 'un impianto oleodinamico composto da due pistoni solleva un gruppo di gradoni, aumentando la dimensione del varco da cui possono passare i mezzi per accedere al campo da gioco'. Solo questa parte dello stadio avrà tale caratteristica ed è stata studiata appositamente per i concerti”.

Via Mariti

Su Repubblica del 6 maggio si legge: “I documenti depositati mostrano che la demolizione» dell’attuale scheletro dell’Esselunga di via Mariti, crollato ormai oltre due anni, provocando la morte di cinque persone, «è progettata per conservare le fondazioni e ricostruire sul medesimo sedime». Da alcune carte — svelate dal consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra progetto comune — sembra che l’azienda, che per adesso sceglie di non commentare, pensi alla ricostruzione di un nuovo supermercato partendo dalle attuali fondamenta, mentre in città diverse voci politiche e di cittadini convergono sulla richiesta di superare quel che sarebbe dovuto essere e poi è finito in tragedia. Al momento il confronto è ancora tra le parti tecniche e forse è per questo che Palazzo Vecchio non si sbottona del tutto. «Attendiamo un confronto con la proprietà — dice l’assessora all’urbanistica Caterina Biti — però per noi è fondamentale che quel luogo conservi una memoria chiara della tragedia che è avvenuta». Più netto il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Milani: «Il rispetto per le 5 persone morte sul lavoro, per le loro famiglie e per il valore della vita ci impone di aprire una discussione con la proprietà. Non sarà immaginabile per nessuno ripartire come se niente fosse accaduto». L’ipotesi del parco è quella che rimbalza più volte pure nella giornata di ieri, ma non è ancora chiaro se insieme, o meno, al supermercato.

L’attuale disputa è sul permesso a costruire, che per il Comune «è ormai decaduto», precisa l’assessora Biti. È stata autorizzata, dice, solo la demolizione del prefabbricato; anche se i lavori non potranno iniziare fino al dissequestro. «Il progetto di decostruzione è stato esaminato in un tavolo tecnico il 3 marzo 2026 — ribadisce Biti — ed è stato ritenuto fattibile mentre per noi il permesso a costruire è decaduto». Nel senso che sono scaduti i tempi e ne servirà uno nuovo. «Esselunga — prosegue — ha chiesto una proroga dei termini legandola alla validità del titolo edilizio. Il Comune ha espresso parere negativo e su questo punto è in corso un ricorso al Tar». Il 13 febbraio, a tre giorni giorni dal secondo anniversario del crollo del 2024, la Villata spa (società del gruppo Esselunga) ha invece depositato un progetto di demolizione della durata di 19 settimane che include un capitolo dedicato alla ricostruzione dell’attuale carcassa che spicca su via Mariti. «Viene indicato — fa sapere Palagi — che le fondazioni in calcestruzzo armato verranno conservate e che la ricostruzione avverrà con la medesima geometria. Non è un’ipotesi: è scritto dalla committenza. La Villata ha già depositato un progetto che prefigura la ricostruzione» partendo dalla posizione dei pilastri preesistenti «e la giunta — aggiunge Palagi — ha autorizzato la demolizione senza dire pubblicamente una parola sul futuro»”. 

Demanio

Su La Nazione del 6 maggio si legge: “Un nuovo maxi polo che ospiterà la nuova questura di Firenze, il comando provinciale dei vigili del fuoco e più di 50 alloggi per le Fiamme Gialle nei 50mila metri quadrati della caserma Perotti. E alloggi per la polizia di Stato che potrà così ridurre le locazioni passive come quelle del Magnifico a Novoli. Ma anche un’operazione di restyling per lo splendido Palazzo Buontalenti in via Cavour, in modo da implementare la sede della Stg, la School of Transnational Governance dell’Istituto Universitario Europeo. Oppure una nuova sede dei carabinieri forestali nell’ex deposito di carburanti ’Covercianino’ e altre 14 operazioni su altrettanti immobili. Il comune denominatore di tutti gli edifici: proprietà del Demanio, ma radici a Firenze e un futuro tutto da costruire. Ma almeno i progetti ci sono e sono, oggi, al centro di un protocollo che presto sarà siglato fra Demanio, Palazzo Vecchio e Università di Firenze e che avrà durata tre anni. Il programma e nel nome dell’accordo: ’Piano Città degli Immobili Pubblici di Firenze’ e tutti i dettagli saranno presentati oggi in Palazzo Vecchio alla presenza, fra gli altri della sindaca Sara Funaro, dell’assessore al Patrimonio, Dario Danti e il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco che si è impegnato in prima linea per il progetto della Perotti.

L’obiettivo: togliere polvere e ragnatele da 17 immobili pubblici e farli tornare al servizio di Stato, città e fiorentini. Il primo passo sarà la convocazione di un tavolo tecnico con i rappresentanti dei tre soggetti per accelerare quelli che sulla carta, sono progetti già noti da tempo. Il piano divide la città in quattro poli: quello amministrativo (ex Caserma Perotti, Covercianino, Caserma Redi), il Polo Archivistico e universitario (ex Caserma Quarleri), il Polo culturale e formativo (Palazzo Buontalenti, San Miniato, Galleria dell’Accademia, Villa Bardini, San Pancrazio), il Polo universitario (Cascine e Certosa del Galluzzo). Il più importante è il destino della caserma Perotti a Coverciano”. 

Tramvia Firenze

Su Repubblica del 7 maggio si trovano le parole el presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “E' arrivato – ha fatto sapere – l'ultimo parere, quello di Enac, necessario per l'approvazione del progetto definitivo della tramvia della linea 2.2 dall'aeroporto di Peretola al centro di Sesto Fiorentino. Una bella notizia che consnete ora di attivare le procedure per la gara d'appalto e di rispettare il termine per l'avvio dei lavori entro la fine di quest'anno”.

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