Rassegna stampa 27 aprile - 3 maggio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

04/05/2026

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Rassegna stampa

Cubo nero

Su La Nazione del 27 aprile si legge: “Sono passati quasi quattro mesi da quando Palazzo Vecchio ha trasmesso al ministero della Cultura e alla sede Unesco di Pargii la relazione che ricostruisce l'intero iter urbanistico e amministrativo che ha portato alla trasformazione dell'ex Teatro Comunale di corso Italia. Eppure, nonostante nelle conclusioni gli uffici comunali abbiano ipotizzato anche la possibilità di atitvare il Comitato di Pilotaggio per studiare eventuali interventi in grado di mitigare l'impatto del discusso 'cubo nero', da Roma e dalla capitale francese ancora non sono arrivati riscontri. È quanto si apprende dalla stessa amministrazione cmounale, in atesa ancora degli esiti sia dal dicastero retto da Alessandro Giuli sia dal Centro del Patrimonio mondiale dell'Unesco”. 

Stadio Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 28 aprile si legge: “Svolta per i lavori allo stadio Franchi: la Fiorentina ha formalmente presentato al Comune una manifestazione d'interesse, firmata dal presidente Jospeh Commisso, per partecipare al finanziamento del secondo lotto dei lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi di Firenze, dove il club contribuirebbe con 55 milioni di euro andando così a coprire le risorse mancanti per concludere tutti gli interventi. «Tale manifestazione di interesse – spiega una nota del club - è subordinata a una serie di condizioni, tra cui il controllo dei costi, la chiarezza e la certezza sui tempi di completamento, nonché la consegna del cantiere al termine della Fase 1, oltre ad altri elementi relativi agli aspetti economico-finanziari e alla futura concessione per l’utilizzo dello stadio». Proprio stamani 27 aprile il ministro dello sport Andrea Abodi ha effettuato un sopralluogo ai cantieri dello stadio dove, assieme alla sindaca Sara Funaro, l'assessora allo sport Letizia Perini e tecnici di Arup (la società che ha realizzato il progetto) e di Cobar (l'azienda che assieme alla Sac si occupa dei lavori), era presente anche il dg della Fiorentina Alessandro Ferrari. «Ringrazio il ministro perché ha voluto fare un giro su varie situazioni in città: siamo partiti dal calcio inclusivo all'Isolotto, dove i ragazzi con disabilità fanno calcio insieme agli altri, poi abbiamo proseguito con la visita del cantiere della scuola Ghiberti dove ci sono due impianti sportivi importanti, fino ad arrivare alla visita finale al cantiere dello stadio - ha detto la sindaca - Era la prima volta che il ministro visitava il Franchi durante i lavori, per noi è stata l'occasione di fargli capire lo stato di avanzamento degli interventi, facendogli presente a che punto siamo del cronoprogramma e come andremo avanti. Ovviamente col ministro ci eravamo via via già confrontati, questo era un aggiornamento dal vivo. Entro fine luglio noi presenteremo la candidatura agli Europei di calcio del 2032, questa è una certezza, poi verrà fatta la selezione (saranno scelte 5 città italiane e altrettante della Turchia, ndr)»”. Su La Nazione del 29 aprile si fa riferimento allo “sblocco” dei lavori al Franchi fino alle ore 22. 

Soprintendenza

Sul Corriere Fiorentino del 29 aprile si legge: “Al netto di possibili errori, come quelli che hanno fatto esplodere il caso del cubo nero dell’ex Teatro Comunale o del grande cilindro bianco dell’Iliad di viale Belfiore — errori su cui anche la magistratura indaga e la città si interroga — la Soprintendenza di Firenze e Prato arranca nell’ottemperare ai suoi obblighi anche perché soffre di una preoccupante penuria di personale e risorse. Tenuto conto che stiamo parlando dell’istituzione cui è delegato il delicato compito di vegliare sulla tutela del nostro immenso patrimonio e di dire sì o no a interventi di ogni tipo su beni vincolati come lo è il nostro paesaggio, non si può valutare con obiettività quanto sta succedendo in città in questi anni se non si parte da questo assunto. Nessun intento assolutorio in questa disamina della situazione in cui operano quanti vegliano sulle nostre bellezze. Solo un ragionamento che parte da dati. «In soprintendenza — ci ha spiegato Giovanni Golino della Cgil Funzione Pubblica — lavorano 110 unità a fronte di un fabbisogno che, abbiamo calcolato, è di circa 180 persone. I calcoli sono presto fatti. I funzionari, tra storici dell’arte, architetti, restauratori sono 60; tra questi gli architetti — deputati a occuparsi del paesaggio anche se poi spesso hanno bisogno di pareri delle altre figure — sono 18. Per poter lavorare in maniera confacente alla richiesta di pareri che arrivano ogni giorno negli uffici, ognuno dei funzionari avrebbe bisogno di essere affiancato da due amministrativi, (dunque ne servirebbero 120 mentre sono in tutto 50, ndr). È anche grazie a queste persone, che con lui collaborano nello smistamento e nell’analisi delle richieste, così come nelle istruttorie da predisporre, che poi il funzionario sarà in grado di esprimere un parere che comunque dovrà poi passare al vaglio finale della Soprintendente». A conti fatti mancano una settantina di unità. Il ragionamento da fare — e in questo ci è venuta in aiuto l’ex numero uno di Palazzo Pitti, Paola Grifoni — è che «Per ogni pratica occorre una istruttoria ben fatta, uno o più sopralluoghi sul posto, una conoscenza approfondita del territorio che spesso viene ostacolata dalla eccessiva mole di lavoro in capo a ciascun funzionario». Non basta: è sempre Paola Grifoni a ricordarci che se prima — lei è in pensione dal 2017 — «Era molto più frequente il ricorso ai sopralluoghi, oggi è prassi lavorare sempre più spesso sulle pratiche e non sempre andando a vedere di persona i beni su cui viene chiesto parere». Non sembri questo un atto di accusa nei confronti di chi le è succeduto. Il problema che lei solleva è infatti relativo al taglio delle risorse, non solo numeriche quanto a personale, ma anche economiche, cui sono state soggette le Soprintendenze, quella fiorentina in testa. «Oggi, differentemente da quanto avveniva quando lavoravo io le Soprintendenze sono sprovviste di macchine di servizio con cui un tempo si facevano i sopralluoghi». Ma non basta. Aggiunge infatti Golino: «Non sono solo le autovetture a essere carenti ma tutto quello che occorre a fare un sopralluogo. Mancano risorse anche per dotarsi dei Dpi (dispostivi di protezione individuale tipo caschetti e scarpe antiscivolo)». Manca un po’ di tutto, insomma. E qui la principale imputata è la riforma dei Beni Culturali che è stata varata quando era in carica il ministro Dario Franceschini”.

Dehors Firenze

Su La Nazione del 22 aprile si legge: “Sul regolamento dei dehors e la scadenza per la presentazione delle domande al 30 aprile continuano le discussioni a Palazzo Vecchio e da parte dell'assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini c'è la disponibilità a prorogare quella data. Il problema è chiaro: ad oggi su poco più di un migliaio di domande da presentare, ne sono arrivate soltanto 250. Troppo poche. Da qui la richiesta di una proroga. Che, viene spiegato dal Comune, non sarà oltre 'l'estate'. 

Le categorie economiche intanto sono state ascoltate nella commissione sviluppo economico e tutte – Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna – hanno chiesto una proroga. Addirittura il vicedirettore di Confcommercio Firenze Lorenzo Rosi ha spiegato che 'è impossibile' presentare le istanze entro il 30 aprile, 'abbiamo fatto una richiesta ufficiale al Comune inserendo la data del 30 giugno ma la logica sarebbe arrivare al 15 novembre. Anche perché poi il rischio è che al 30 giugno la situazione sia la stessa. Serve dare poi priorità agli stagionali'. Inoltre c'è il nodo delle risposte. 'Ai nostri associati – ha aggiunto Rosi – non sono arrivate risposte. Chiediamo che la tempistica sia rapida'. Nella modalità operativa 'c'è poi un ordine cronologico: anche qui abbiamo chiesto di dare priorità a coloro che devono modificare i dehors'. Santino Cannamela, presidente di Confesercenti città di Firenze, ha fatto autocritica. Il dibattito è andato veloce e la riflessione sulle tempistiche 'ci è sfuggita. Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità. Ma la scadenza del 30 aprile è insufficiente'. E' stato audito anche Stefano Pacinotti, presidente del collegio dei geometri di Firenze, che ha rivelato come 'nelle piazze tutelate, dove ci sono i requisiti più stringenti, ad oggi non sono pervenuti progetti'. L'assessore Vicini, che già era intervenuto sul tema in Consiglio comunale, ribadisce la 'disponibilità a prendere in considerazione le richieste di proroga arrivate dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali'”.

Salviamo Firenze

Sui quotidiani del 30 aprile si legge: “Il comitato Salviamo Firenze, guidato da Massimo Torelli, ha presentato un'integrazione all'esposto contro il progetto nell'area dell'ex ospedale militare di via San Gallo a Firenze, presentato lo scorso gennaio, per evidenziare come l'approvazione da parte del Consiglio comunale sia 'avvenuta su mappe non corrispondenti al reale'. Il comitato solleva dubbi sul rispetto delle distanze tra gli edifici esistenti e le nuove costruzioni alla luce, contesta il comitato, dell'assenza nelle mappe di alcuni fabbricati già presenti. L'integrazione, è stato spiegato, è nata dalla documentazione trasmessa dall'assessora all'urbanistica Caterina Biti in risposta a un'interrogazione di Dmitrij Palagi di Sinistra progetto Comune, lo scorso 24 marzo. 'La tavola che è stata depositata al consiglio comunale - afferma l'avvocato Urbano Rosa - parrebbe mancare della rappresentazione di alcuni edifici rilevanti. Non abbiamo nessun dubbio sulla buona fede e la competenza di chi ha fatto i progetti - prosegue -, però riteniamo che sia opportuno e necessario sottoporre all'attenzione della procura degli elementi che ci sembrano abbastanza rilevanti'. Nella tavola, spiega l'avvocato, 'c'è una linea che rappresenterebbe il rispetto di una distanza di 5 metri, che lascerebbe intendere come dall'altra parte ce ne siano altrettanti', mentre in realtà 'ci sono degli edifici, quindi la distanza codicistica prevista, che dovrebbe essere 10 metri, non è rispettata'. Massimo Torelli parla di una violazione di una norma specifica, quella 'della distanza tra i confini tra una casa e un'altra casa'”.

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