Rassegna stampa 11 - 17 maggio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

18/05/2026

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Rassegna stampa

Costa San Giorgio

Su Repubblica del 12 maggio si legge: “Lowenstein ha presentato tutta la documentazione, ma i permessi a costruire vanno al rallentatore. Uno degli ultimi è stato rilasciato dalla direzione urbanistica tre settimane fa. Ma ancora non sono completi. E soprattutto manca l’ok al piano per la cantierizzazione in un’area delicata dal punto di vista paesaggistico. La sintesi è che 11 anni dopo l’acquisto da parte del magnate argentino e 5 anni dopo la variante approvata in Consiglio comunale, il cantiere della vecchia scuola di sanità militare di Costa San Giorgio non parte. Fermo, o quasi. Si lavora sul tetto, vero: chi da villa Bardini o dalla collina abbia il privilegio di guardare dall’alto si accorgerà degli operai impegnati in queste settimane. Ma non è che un’opera di manutenzione, monitoraggio e messa in sicurezza del complesso. Niente ruspe e abbattimenti. La trasformazione non comincia. Il perché non è chiaro. Pare che la proprietà abbia già presentato tutta la documentazione tecnica e i progetti necessari per le diverse unità di intervento previste dal piano di recupero e stia proseguendo anche con le interlocuzioni con la Soprintendenza e con il Genio civile per il parcheggio interrato. Ma il via libera operativo da Palazzo Vecchio sulla cantierizzazione e un avvio su larga scala dei lavori non c’è. Dal Comune parlano di «iter in corso» ma 4 mila giorni dallo sbarco in città del miliardario che nella fase della moda dei resort arrivava con la promessa di ridare vita ad uno degli immobili abbandonati più di valore di Firenze, nulla è ancora fatto. Secondo quanto tengono a dire fonti pubbliche e private a conoscenza del dossier Costa San Giorgio non c’è da meravigliarsi di una certa dilatazione dei tempi, dato che si tratta di un cantiere super complesso in un’area di pregio e con un’organizzazione dei lavori che va conciliata con residenza, strade strette e zone di pregio. Eppure adesso i tempi si sono davvero dilungati tanto. I Lowenstein sono decisi a proseguire nell’investimento, stimato in circa 200 milioni di euro. Il magnate e la sua famiglia hanno più volte annunciato lavori imminenti ma poi qualche inghippo burocratico frena tutto. Più o meno come avviene nell’altro maxi investimento in cui sono coinvolti i Lowenstein, l’antica villa medicea di Cafaggiolo, anche quella destinata a resort e anche quella al palo, da 18 anni, tra strade da spostare e permessi scaduti. Nel Mugello in tanti ormai dubitano del reale interesse dei Lowenstein a proseguire”.

Sul Corriere Fiorentino del 14 maggio si legge: “Le gru di tanto in tanto si muovono. Qualche camion, saltuariamente, entra e esce dal grande portone in legno. E dai piani alti dei palazzi circostanti si intravede qualche operaio lavorare sui tetti dell'ex scuola di Sanità militare di Costa San Giorgio. Ma, malgrado questi piccoli movimenti, il vero intervento per realizzare un maxi resort non decolla. Con buona pace degli annunci del magnate argentino Alfredo Lowenstein che ha acquistato il complesso ormai dieci anni fa. Cosa succede in Costa San Giorgio? Un problema di permessi come aveva lamentato lo stesso Lowenstein un anno fa? Secondo Palazzo Vecchio la mancata partenza dei veri lavori per il resort non dipendono dal Comune. Che fa sapere che «la Direzione Urbanistica ha già rilasciato i permessi a costruire per cinque delle otto Unità minime di intervento (Umi) che compongono il complesso. Per un'altra Umi il permesso è già stato adottato ma non ancora rilasciato, mentre sono in fase di istruttoria le pratiche per due ulteriori Unità minime di intervento, presentate a marzo». Insomma cinque Umi sono state rilasciate e due sono state appena richieste dalla proprietà. Mentre su quella quasi pronta e rimasta in sospeso le indiscrezioni parlano di oneri ancora da saldare. Sul fronte della Soprintendenza, non arriva alcun nuovo commento sul caso dello stallo di Costa San Giorgio”. 

Parcheggio Porta Romana

Su La Nazione del 14 maggio si legge: “Da una parte il passo avanti per il parcheggio interrato in piazzale di Porta Romana, che dunque si farà; dall'altra l'audizione nelle commissioni urbanistica e mobilità del Comitato Oltrarno Futuro che ribadisce l'assoluta contrarietà al parcheggio di piazza del Cestello e richiede una Ztl h24. Sul fronte della mobilità è stato un mercoledì pieno di spunti. Intanto il parcheggio al piazzale di Porta Romana. Palazzo Vecchio ha chiuso la fase dei progetti di fattibilità per quattro alternative progettuali articolate: soluzioni per un parcheggio interrato tradizionale e soluzioni a parcheggio interrato meccanizzato, differenti per profondità di intervento e per la conseguente capacità di stoccaggio veicolare. Per semplificare: il parcheggio potrebbe esserea due o tre piani, in modalità self parking o meccanizzato e quindi con una piattaforma. Naturalmente ci dovranno essere confronti con la soprintendenza”.

Tar su affitti brevi

Sul Corriere Fiorentino del 15 maggio si legge: “Migliaia di appartamenti potrebbero uscire dal mercato degli affitti brevi dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione all’amministrazione comunale fiorentina. La sentenza ha infatti ribadito, tra le altre cose, la piena legittimità del regolamento di Palazzo Vecchio che stabilisce tutta una serie di requisiti per gli immobili che si possono mettere in affitto turistico breve. L’abitazione destinata a diventare airbnb deve innanzitutto rispettare standard minimi di vivibilità, con una superficie a non meno di 28 metri quadrati. Non solo. Il regolamento impone anche misure minime per i vani (ad esempio camere singole 9 mq, doppie 14 mq) e servizi igienici di almeno 2,5 mq. Al netto di tutto questo, i mini alloggi ottenuti da vecchi seminterrati o da suddivisioni eccessive degli spazi, finora presenti negli annunci e spesso proposti a prezzi elevati, rischiano di scomparire dal mercato degli affitti brevi. Non subito, perché la legge regionale sul turismo (approvata l’anno scorso) prevede una moratoria di tre anni per i soggetti già operativi, ma a partire dunque dal 2028. Le sanzioni per chi non rispetta il regolamento vanno da mille a diecimila euro, prevista anche la decadenza dell’autorizzazione, ad esempio dopo tre sanzioni o se viene accertata una evasione della tassa di soggiorno. Difficile fare una stima precisa, ma secondo alcuni esperti del settore, potrebbero fuoriuscire dal mercato degli affitti breve quasi cinquemila appartamenti, circa la metà degli oltre diecimila annunci airbnb attivi a Firenze (su un totale di oltre tredicimila). In alternativa, gli immobili che non rispettano questi requisiti, potrebbero fare dei lavori all’interno delle proprie stanze per mettersi in regola, ma se per i grandi gruppi questo non è un problema per i singoli cittadini potrebbe essere molto oneroso e spesso non semplice da realizzare, dati gli spazi di molti edifici del centro. E quindi, la vera domanda è: cosa succederà a questi appartamenti? Una parte potrebbe tornare sul mercato degli affitti di lungo periodo, rivolgendosi nuovamente a residenti, studenti e lavoratori, sulla carta facendo aumentare l’offerta di case disponibili e alleggerendo in parte la pressione abitativa che da anni colpisce Firenze”. 

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