Rassegna stampa 23-29 marzo 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
30/03/2026
Categorie
Rassegna stampa
Rsa ex caserma Santo Spirito Firenze
Su Repubblica del 23 marzo si legge: “Colpo di spugna sulla Rsa di lusso nell’ex caserma di Santo Spirito. Dopo tre anni di polemiche dei comitati, la rivolta dell’ordine degli agostiniani e lo stop politico più volte ripetuto di Palazzo Vecchio e Regione fonti di FdI rivelano che il governo è ora ad un passo dalla revoca dell’assegnazione del 2022 alla società Fastpol del complesso del ‘400 accanto alla basilica che per decenni ha ospitato una sede militare. Una concessione che è diventata un caso. Intanto perché la funzione di una “senior house”, una struttura residenziale e di servizio di alto livello per anziani, con annesso ristorante, ha da subito scandalizzato i residenti e trovato dubbioso, anche dal punto di vista urbanistico, il Comune. Anche le stesse modalità del bando di project financing, comprese le tempistiche rapide – proposta privata, gara pubblica di Difesa servizi spa e vincitore tutto nel corso dell’estate del 2019 e poi dell’estate 2021 - hanno scatenato esposti e interessato la Procura della Repubblica di Firenze che ha aperto un’indagine delegando la guardia di Finanza a svolgere accertamenti, tuttora in corso e coperti da segreto istruttorio. Il priore di Santo Spirito padre Giuseppe Pagano, ostile alla soluzione della Rsa di lusso e strenuo sostenitore dell’idea che la caserma resti ai frati ospitando tra l’altro anche un centro di formazione (in collaborazione con l’Università agostiniana Usa di Villanova) con foresteria, sta facendo una battaglia sulla vicenda: nei mesi scorsi ha personalmente incontrato il ministro della Difesa Guido Crosetto che gli ha garantito interessamento per fermare la procedura di assegnazione e poi anche il ministro della cultura Alessandro Giuli. Anche quest’ultimo a Pagano ha espresso contrarietà all’idea della Rsa di lusso, anche per la salvaguardia del patrimonio culturale del convento che ospita capolavori come il Chiostro dell’Ammannati, la Cappella Corsini e parte del grande Cenacolo. Interlocuzioni tra Pagano e gli uffici dei ministeri sono avvenute anche nelle scorse settimane. Adesso a pesare, a favore della causa del priore di Santo Spirito, è il suo fortissimo rapporto con Papa Leone XIV, agostiniano, amicissimo di Pagano, più volte in visita in Firenze negli anni scorsi e conoscitore della vicenda. La revoca non è però una mossa semplice dal punto di vista giuridico. La società che ha vinto la concessione trentennale (per 5 milioni più altri 8 per il restauro), con sede a Firenze, è riconducibile all’imprenditrice Asmaa Gacem, presidentessa del Prato calcio e moglie dell’imprenditore Antonio Politano che ha di recente acquisito il colosso delle costruzioni emiliano Cmc”.
Ex palazzo anarchici Firenze
Su Repubblica del 25 marzo si legge: “Per oltre dieci anni quel palazzo era stato occupato. Soprattutto da militanti di area anarchica che lo avevano trasformato non solo nella loro sede, ma anche nel nome stesso del loro movimento: “Corsica 81”. Uno stabile rimasto a lungo un luogo di proteste, ritrovo sociale e persino teatro di scontri e tensioni con le forze dell’ordine. Poi gli sgomberi tra il 2022 e il 2023, a cui era seguita una fase di silenzio e abbandono, con incognite tra i residenti di tutto il quartiere che attendevano una riqualificazione. Ma adesso quello spazio, alla fine di viale Corsica a Firenze, è pronto a rinascere. Il precedente immobile, per un decennio occupato, è stato demolito e dalle sue ceneri sta sorgendo un edificio completamente nuovo. Un rinnovamento totale grazie al quale saranno realizzati nove appartamenti ad uso residenziale di fascia media. Si apre quindi un nuovo capitolo per un’area finita tante volte al centro delle cronache cittadine, e attorno alla quale vivono centinaia di famiglie. Il precedente immobile era stato acquisito dal gruppo Mestor srl di Roma, guidato dall’amministratore delegato Davide Zanzuri. La stessa società che sta gestendo oggi anche il progetto dell’ex Hotel Astor, dopo esserselo aggiudicato all’asta giudiziaria. Un altro edificio abbandonato della città, dove saranno costruiti circa 25 appartamenti, in futuro in vendita ai cittadini. Come per l’ex Astor, anche per la palazzina di viale Corsica il disegno e la pianificazione sono stati affidati all’architetto Marco Casamonti, dello studio Archea Associati. Il nuovo edificio si erige su cinque piani per un totale di 800 metri quadri. Conta un piccolo giardino privato e all’interno sarà realizzata anche una palestra ad uso dei condomini. La grandezza degli appartamenti varierà tra i 60, 80 e 100 metri quadri. «Saranno semplici ma ben rifiniti — spiega Casamonti — le strutture sono quasi terminate, ora si sta passando alle pareti esterne. Entro la fine dell’anno sarà completato. L’amministrazione comunale è stata efficiente nel dare i permessi in tempi brevi»”.
Immobili Firenze
Sul Corriere Fiorentino del 25 marzo si legge: “L’annuncio è chiaro: vendesi “magazzino – deposito” di 14 metri quadri a 58mila euro. Peccato che poi quel magazzino, in fase di trattativa - come rivelato ieri mattina da Lady radio che ha inviato un proprio complice all’agenzia immobiliare - rischia di diventare un pied-à-terre, ovvero una piccola seconda casa. E quindi, di fatto, un piccolo appartamento abitabile, nonostante venga venduto e dichiarato come magazzino. E magari chissà, in futuro, potrebbe diventare addirittura un monolocale destinato ad affitti turistici. Continua la saga del “magazzino – monolocale” in un interno del viale Petrarca, una stanza classificata come categoria catastale C2 ma che potrebbe diventare altro. Una stanza che era stata prima una carbonaia, poi una cantina fatiscente e adesso, dopo mesi di lavori, una stanza con marmo e travertino, bagno, doccia, televisore, raffinate rifiniture. Un arredamento alquanto particolare per un deposito – magazzino. «Proponiamo al piano terra di piccola palazzina con spese di condominio irrisorie – recita l’annuncio on line – Stanza C2 a pinta rettangolare di 14 mq circa dotata di bagno. Il monovano è stato appena ristrutturato, al suo interno è stato realizzato ex novo il bagno che potrà essere chiuso dal monovano principale con chiusura a scelta dell’acquirente. Soluzione adatta vari usi (magazzino - laboratorio - rimessaggio – studio) abbinabile per chi ha un’abitazione in zona come pertinenza».
Peccato che uno studio professionale ha categoria catastale A10 e un laboratorio C3. E poi nell’annuncio ci sono le foto, sempre della stessa stanza, che viene definita sia salone che camera da letto. Un luogo che negli ultimi mesi ha avuto i riflettori puntati, soprattutto da parte dei residenti del condominio, che hanno visto iniziare i lavori nella cantina senza alcun tipo di avvertimento, nonostante i lavori abbiano interessato anche zone condominiali. La cantina era stata acquistata nei mesi scorsi da un cittadino italiano, che aveva affidato i lavori edili ad una ditta. All’esterno nessun cartello come da obbligo di legge e nessuno dei quattro condomini era stato avvertito. «Vogliamo sapere cosa succede sotto le nostre case», avevano detto gli inquilini, che più volte si erano rivolti alle istituzioni nel tentativo di capire ed eventualmente interrompere i lavori. E adesso, terminati i lavori che hanno rimosso ingenti pezzi di muratura, la cantina - monolocale è arrivata sul mercato. Già in tanti si sarebbero detti interessati. «Siamo basiti – ha detto una residente - Sono due mesi che c’è una ditta che ha fatto demolizioni, sfondato pareti delle cantine, allargate le finestre, deturpato la facciata con due nuovi contatori, utilizzato le aree condominiali, nessuno è venuto a fermare questi lavori, nonostante le numerose richieste alle istituzioni»”.
Cubo nero
Su La Nazione del 26 marzo si legge: “Il caso del 'cubo nero' di Corso Italia continua a far discutere e approda anche in Parlamento, dove il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi è intervenuto per fare chiarezza su una vicenda che da mesi anima il dibattito pubblico tra architetti, storici dell'arte, docenti universitari e politica. Al centro delle polemiche, le tre torri cubiformi realizzate in area Unesco, ritenute da molti 'assolutamente incongrue e incompatibili' con il contesto urbano fiorentino. Nel corso della commissione cultura della Camera, rispondendo a un'interrogazione delle deputate di Forza Italia Rosaria Tassinari ed Erica Mazzetti, Mazzi ha posto l'accento sugli interventi già avviati per mitigare l'impatto visivo dell'opera. 'Sono state avviate iniziative volte a migliorare la percezione visiva da lontano con adeguati accorgimenti tecnici', ha spiegato, sottolineando come l'obiettivo sia quello di 'attutire l'effetto riflettente e cangiante dei colori delle superfici dei piani alti'”.
Social housing Firenze
Su La Nazione del 27 marzo si legge: “Il Comune di Firenze è il primo in Italia a realizzare un accordo con la Bei sul tema dell'abitare e dunque sull'housing accessibile: la firma dell'intesa è avvenuta con la sindaca Sara Funaro e la vicepresidente Bei Gelsomina Vigliotti. Questa intesa porterà a novembre alla realizzazione di uno studio di fattibilità e di sostenibilità sul patrimonio da costruire e recuperare: la Bei offrirà collaborazione e consulenza gratuita. “E auspichiamo – ha detto Funaro – che questo si possa trasformare in finanziamenti per realizzare una serie di interventi”. Il Comune d'altronde sta lavorando tantissimo sia sul fronte degli investimenti sull'Edilizia residenziale pubblica (Erp), come i 20 milioni in tre anni, sia sul contributo affitti (4 milioni ogni anno) sia sull'Edilizia residenziale sociale (Ers) ovvero quella rivolta ai nuclei familiari con redditi intermedi che non trovano soluzioni adeguate nell'offerta attuale. Un problema che si sta diffondendo.
Un'idea è quella di recuperare il patrimonio pubblico appartenente ad altri livelli istituzionali: qui vengono fatti dalla prima cittadina alcuni esempi, andando a coinvolgere 'Inps, Inail, Università, Demanio'. La prima area di intervento è l'ex caserma Lupi di Toscana: qui due cluster saranno destinati a interventi di Edilizia residenziale sociale che si vanno ad aggiungere agli altri interventi in corso sul complesso. Tra gli altri esempi, ha spiegato Funaro, anche 'l'area di Castello dove c'è già una previsione urbanistica per costruire social housing' e alcuni immobili come quelli in via Leopardi o l'ex immobile Inps in via Toselli”.
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