Rassegna stampa 22 - 28 giugno 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
29/06/2026
Categorie
Rassegna stampa
Poggetto Firenze
Sul Corriere Fiorentino del 23 giugno si legge: “«Già entro la fine di quest'anno potranno partire i lavori per la demolizione del «mostro» del Poggetto». Lo ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro, a margine di una iniziativa a Forte Belvedere, dopo aver fatto un sopralluogo alla zona interessata dal piano di recupero, insieme all'assessora all'urbanistica Caterina Biti. «Abbiamo portato la settimana scorsa in giunta una variante molto importante perché sappiamo che da più di 30 anni abbiamo quello che viene chiamato il mostro del Poggetto che finalmente sparirà», ha aggiunto Funaro. Con la variante, ha spiegato, saranno approvate «una serie di modifiche che restituiranno anche un pezzo di quell'area alla città. Verrà fatto un giardino pubblico fruibile dai cittadini, ci saranno dei parcheggi e ci sono delle novità anche da un punto di vista di costruzione, perché verranno fatte cinque palazzine in linea con quelle che ci sono poi anche nel retro del Poggetto». Tra queste, ha sottolineato Funaro, «per la prima volta abbiamo inserito in convenzione, oltre al 20% di destinazione di social housing, la possibilità del diritto di prelazione da parte del Comune passati gli anni del convenzionamento. È una delibera importante in cui sono stati anche ridotti alcuni metri quadri, con un mix di funzioni private per la residenzialità e un altro mix di funzioni pubbliche». Si tratta, ha ribadito, «di una riqualificazione importante con funzioni fruibili per i cittadini, più verde e più spazi per loro»”.
Sollicciano Firenze
Sul Corriere Fiorentino del 24 giugno: “Altri 45 detenuti, oltre ai 66 in corso di trasferimento, saranno trasferiti dal carcere di Sollicciano ad altri penitenziari toscani. Raggiungono dunque quota 111 i reclusi che dall’istituto fiorentino, all’indomani del sequestro di sette sezioni da parte del gip, andranno ad affollare le carceri della Toscana, che già versano in condizioni critiche dato l’alto numero di persone all’interno delle celle. Si dicono preoccupati gli agenti penitenziari. «Portare oltre i limiti di capienza istituti della toscana è da irresponsabili — dice Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil fp Penitenziari — Sapendo che poi una serie di operazioni come isolamenti sanitari e disciplinari non potranno essere eseguiti, questo rischia di portare all’ingovernabilità degli istituti penitenziari con possibili disordini. Oltre al fatto che in alcune realtà è carente oppure del tutto mancante l’assistenza sanitaria e psichiatrica in determinati orari e giorni». Il penitenziario dove finora sono arrivati più detenuti da Firenze è La Dogaia di Prato con diciassette persone. Esprime molte perplessità la garante pratese Margherita Michelini: «Il carcere è già sovraffollato e i reclusi che vi dimorano non hanno spazio sufficiente, con meno di tre metri quadrati a disposizione, la soglia stabilita dalla giurisprudenza europea e italiana per evitare trattamenti inumani e degradanti. In quasi tutte le celle ci sono tre persone e siamo già al limite». Ecco perché, fa sapere Michelini, ma anche Emilio Santoro dell’associazione Altrodiritto, stanno partendo già diversi ricorsi da parte dei detenuti di Prato, proprio come accaduto a Sollicciano nei mesi scorsi. Per gestire al meglio i trasferimenti da Firenze, dovrebbe aprire entro la metà di luglio uno dei due nuovi padiglioni delle Sughere di Livorno, come raccontato dal garante dei detenuti della città Marco Solimano. Si tratta di una struttura con 134 posti con acqua calda e servizi igienici separati in ogni cella, ma non ancora del tutto ultimata. «Il nuovo padiglione — spiega Solimano — dovrà ospitare prioritariamente i circa 75/80 detenuti che attualmente si trovano nella fatiscente sezione di media sicurezza del transito e della affollata sezione nuovi giunti». Resterebbero disponibili al massimo 55 posti. La preoccupazione è che da Firenze possano arrivare più detenuti del previsto, aggravando il sovraffollamento di un carcere che ospita già 240 persone a fronte di una capienza di soli 149 posti. Riguardo invece l’altro padiglione, che avrebbero dovuto aprire assieme al primo, non ci sono buone notizie: «Se ne sono perse le tracce — ammette Solimano — i lavori sono fermi e non si ha idea di quando possano riprendere. I tempi per la riapertura non sono quindi neppure prevedibili»”.
Arcivescovo Gambelli
Su Repubblica del 25 giugno si legge: “Un nuovo monito contro la Firenze che non riesce ad accogliere, che respinge famiglie, studenti, lavoratori, che scappano per la casa che non c’è, per i prezzi folli, per diritti che non sono tutelati. E ancora un richiamo sulle condizioni dei carcerati di Sollicciano, alle vite inaccettabili a cui sono costretti. L’arcivescovo Gherardo Gambelli durante la celebrazione di San Giovanni Battista in un Duomo affollato nella festa del Santo patrono si è rivolto ai fiorentini, invitandoli ad essere all’altezza della bellezza della città e citando Giovanni Battista nella sua omelia ha anche sferzato sulle emergenze dell’abitare, del costo della vita, degli ultimi. «I tanti che pur lavorando non riescono a vivere una vita dignitosa qui a Firenze, gli studenti universitari che vedono menomato il loro diritto allo studio perché la nostra città non riesce ad accoglierli, le donne, gli uomini e le famiglie che non vedono tutelato il loro diritto alla casa, i troppi che negli ultimi anni hanno dovuto lasciare la città perché il costo della vita è oltre la loro portata, i carcerati di Sollicciano che vivono quotidianamente in condizioni inaccettabili. Questi sono il “resto d’Israele”, i tanti che sono al di fuori del sistema, ai suoi margini», ha detto Gambelli. Aggiungendo: «Costoro sono coloro che formano la Firenze in mezzo alla quale viene Colui a cui non siamo degni di legare i lacci, l’Agnello venuto a farsi carico del peccato. La vicinanza a loro può ridarci lo stupore necessario per essere cittadini all’altezza della dignità e della bellezza della nostra città»”.
Stati generali dell'urbanistica
Su La Nazione del 26 giugno si trovano le parole della sindaca Sara Funaro secondo cui è “giusto fare gli stati generali, dibattere e riflettere, ma la città deve andare avanti. Non concentriamo su pezzi di trasformazione ma guardiamo l'insieme. Ogni epoca storica ha le sue trasformazioni e i suoi dibattiti, fa parte della bellezza di Firenze che è viva e partecipe. Prendete la mobilità. Via dello Statuto con la tramvia è diventata un'altra cosa: viva, riqualificata. E penso ai Lupi di Toscana, alle risposte abitative nella vecchia caserma di Santa Maria Novella. Mio nonno, nella medesima situazione scrisse una lettera all'architetto Giovanni Michelucci. Ci sono grandi ordini professionali, come ingegneri e gli architetti, la stessa Fondazione Michelucci con cui collaboreremo”.
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