Rassegna stampa 8 - 14 giugno 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
15/06/2026
Categorie
Rassegna stampa
Urbanistica e stati generali. L'intervista Silvia Ricceri, presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze
Su La Nazione del 12 giugno si legge: Firenze freme per organizzare gli stati generali dell'urbanistica. Le parole di padre Bernardo Gianni, abate dell'Abbazia di San Miniato al Monte, hanno rilanciato il tema e la sindaca di Firenze Sara Funaro è già al lavoro per organizzare questo momento di confronto. C'è già una candidatura come possibile luogo, ovvero la Palazzina Reale, sede di Ordine e Fondazione Architetti Firenze: a parlarne è Silvia Ricceri, presidente dell'Ordine.
“Siamo disponibili a collaborare alla organizzazione degli stati generali dell'urbanistica all'interno della Palazzina Reale, per noi sarebbe un onore: abbiamo avviato da oltre un anno un percorso, con eventi e dibattiti, legato proprio ai temi dell'urbanistica. Abbiamo poi commissioni ad hoc al lavoro. Insomma, noi ci siamo”.
Come ha interpretato le parole di padre Bernardo e quelle della sindaca Funaro?
“In modo molto positivo. Condividiamo la necessità di organizzare questo incontro. Per Firenze è il momento giusto. Ma con l'occasione suggeriamo qualche aspetto”.
Quali?
“Spero che siano invitati i grandi nomi dell'urbanistica della città e non solo, per poter fare un confronto a 360 gradi. Inoltre ci devono essere tutti gli attori coinvolti. Questo è un momento in cui davvero dobbiamo portare una riflessione vera e concreta in città: vorrei vedere al tavolo ad esempio l'Università di Firenze e l'Istituto nazionale di urbanistica. Questo evento deve costituire una occasione per mobilitare tutte le energie disponibili: economiche, culturali, tecnologiche, universitarie, turistiche ovvero dei principali portatori di interesse verso la restituzione di funzioni. Abbiamo manifestato tutto ciò all'amministrazione”.
Gli stati generali dell'urbanistica riescono se...?
“Se dopo aver analizzato tutti i temi in modo approfondito, riusciamo a produrre un documento con idee concrete e soluzioni. Come Ordine e Fondazione Architetti Firenze noi vogliamo contribuire a trovare le soluzioni. Ci deve essere una idea di fondo da cui ripartire, la città in questo momento ha bisogno di risposte. Noi daremo un contributo in modo costruttivo. Guardi, con le polemiche non andiamo lontano”.
È un invito a chi?
“A tutto il dibattito cittadino. Prendiamo gli aspetti positivi degli stati generali dell'urbanistica, organizziamoli, confrontiamoci: la città ne uscirà alla grande. Noi crediamo nella partecipazione e quindi accogliamo con favore ciò che è emerso nelle ultime ore”.
Qual è l'idea dell'urbanistica dell'Ordine per i prossimi mesi?
“Noi crediamo fortemente nel fatto che la città deve essere pianificata in toto, non ci può essere una pianificazione a compartimenti stagni: ci deve essere una visione omogenea. Solo così le trasformazioni saranno giuste. Crediamo poi nello strumento dei concorsi pubblici: sarà un altro tema da affrontare”.
Tramvia Firenze
Su La Nazione dell'8 giugno si legge: “Un puzzle di otto macrocantieri che, quando sarà terminato, mostrerà l’immagine della linea 3.2.2, quella che allaccerà Campo di Marte e Rovezzano con 15 fermate, 14 tram dedicati per 6 chilometri di binari. E la scelta più delicata: decidere come incastrare le otto tessere e da quale partire per non stressare i fragili nervi della viabilità fiorentina. È lo scenario che, in questa settimana, vedrà l’assessore alle Infrastrutture, Andrea Giorgio, confrontarsi con le ditte che, entro metà luglio, avrebbero dovuto muovere i primi passi nella costruzione della tramvia per Campo di Marte. Le ditte hanno messo nero su bianco delle ipotesi di cronoprogramma.
Le tessere dei cantieri da montare: 1) viale Don Minzoni e prima parte del viale dei Mille; 2) viale dei Mille; 3) prima parte del viale Fanti e viale Malta; 4) viale Mamiani-Duse-Verga; 5) via del Gignoro; 6) via Vitelli-via della Chimera; 7) parcheggio scambiatore via della Chimera; 8) ampliamento del deposito dei mezzi a Bagno a Ripoli. Adesso toccherà a Palazzo Vecchio decidere, con loro, quando e come iniziare i lavori. E da quali partire. Sul tavolo l’ipotesi di uno slittamento di qualche settimana con il via ai primi lavori posticipato da luglio ad agosto o, al massimo, settembre. Il motivo: evitare di sovrapporsi con il rush finale del tramvia per Bagno a Ripoli e, soprattutto, con l’abbattimento e il varo del nuovo impalcato di Ponte al Pino che sarà riaperto il 14 settembre. Le prime mosse, prima del tavolo di confronto, prevedono lo spostamento dei sottoservizi in viale Don Minzoni. Qui è previsto lo snodo più delicato (e affascinante a livello ingegneristico): il tunnel sotterraneo che consentirà a Sirio di sbucare alle Cure.
Le rampe di accesso, con un inclinazione del 6% nel punto massimo, saranno al centro sia di viale Don Minzoni che di viale dei Mille. Il tram inizierà la discesa all’altezza di via Masaccio e, (sull’altro lato di via Passavanti) infilandosi nel tratto ipogeo. Sopra, delle quattro corsie per le auto nella parte finale di viale Don Minzoni, ne resteranno solo due. Una su entrambi i lati del tunnel. Le operazioni propedeutiche prevedono il raggruppamento in un mini tunnel di tutti i sottoservizi. Ed è questo dei sottoservizi il cantiere che dovrebbe essere fra i primi a partire, anche se la data resta sospesa in attesa del faccia a faccia con le ditte. L’operazione anticipa il grosso che sarà fatto dopo, a fine 2027. (…) A inizio 2027 i lavori approderanno nel viale dei Mille nel tratto tra via Nino Bixio e via dei Sette Santi. Contemporaneamente si inizierà a lavorare nel viale Malta, nel viale Verga tra via Tozzi e il Gignoro e in via Vitelli. Nell’estate del 2027 ancora operai in viale dei Mille stavolta nel tratto tra Marconi-Bixio e, allo stesso tempo via della Chimera dove sarà ultimato lo scambiatore. Nell’autunno del 2027 operai ancora in viale dei Mille nel tratto Settesanti-Fanti e poi a Coverciano lungo viale Duse e viale Verga (che avranno ciascuno una fermata) poi via del Gignoro (tratto Verga-Manni). Nel 2028 saranno ultimati i lavori in viale dei Mille nell’ultimo tratto verso le Cure con il rush finale del sottopasso. La strategia sarà quella di partite a ’macchia di leopardo’ come per la linea Libertà-Bagno a Ripoli e non in maniera consequenziale. Più cantieri in varie zone della città, ma non direttamente collegati, in modo da poter scegliere quando e come far respirare la viabilità, soprattutto nei momenti più duri”.
San Gallo Firenze
Sul Corriere Fiorentino del 10 giugno si legge: “«Questa è la casa di famiglia, abito qui da sempre. Viviamo qui dall’800. Noi non ce ne andiamo, resistiamo. Semmai saranno loro a doversene andare». La signora Rosanna abita in fondo a via San Gallo, quasi all’angolo con piazza della Libertà a Firenze. Ci apre casa che sono quasi le 14. Il sole splende, in casa sua non splende più. Da qualche mese. Almeno da febbraio, quando la seconda torre del maxiresort nell’ex ospedale militare di San Gallo, ha cominciato a crescere. In lunghezza, 52 metri, meno in larghezza, 8 metri. Lunga e stretta per essere incastonata tra i palazzi, un gigantesco mattoncino del tetris che si incastra, strusciando, contro gli altri edifici circostanti. È cresciuta in lunghezza, ma soprattutto in altezza. A un ritmo forsennato. Prima del 28 febbraio non c’era. Ora ci saranno già sei o sette piani oltre a quelli che verranno. La corsa verso l’alto si vede a colpo d’occhio: «Sono stata via qualche giorno per il ponte e al rientro il cantiere era ancora più su». La seconda torre che fa parte del grande complesso di lusso per turisti sarà alta 23 metri. Gli stessi della prima, già arrivata all’ultimo piano. Rosanna ha letto l’intervista alla sindaca Sara Funaro pubblicata sul nostro giornale domenica scorsa. E insieme a una vicina di casa, Nicoletta, che vive invece sempre in via San Gallo, ma davanti alla prima torre il cui scheletro ormai è terminato, torna su uno dei punti che anche nel corso del forum al Corriere Fiorentino è stato tra i più incandescenti. In via San Gallo è stato commesso un errore? Qualcuno ha sbagliato? La sindaca ha difeso a spada tratta l’operazione. «Ma non è detto che ciò che è legale o autorizzato sia anche legittimo». Per questo Rosanna e Nicoletta vorrebbero che Funaro venisse a vedere coi suoi occhi la prima e la seconda torre che sta crescendo tra le corti di questo pezzo del centro città. Rosanna da casa sua vedeva la cupola del Duomo. Ora lei e Nicoletta non hanno quasi più luce e nemmeno quel panorama con cui hanno convissuto una vita”.
Urbanistica Firenze
Sul Corriere Fiorentino dell'11 giugno si legge: “Padre Bernardo Gianni, l’abate di San Miniato al Monte, torna a parlare di urbanistica e a chiedere una «pausa di riflessione in cui mettersi insieme e studiare un po’ il volto che vogliamo dare alla città. L’unità non significa omogeneizzazione dei pensieri e delle posizioni ma quantomeno uno sforzo di concertazione e un ritornare a riconoscere l’essenziale del bene comune che premia, non soltanto la qualità anche elettorale, ma soprattutto la qualità. Anche verso coloro che, magari oggi non sono nati, e che un giorno giudicheranno ciò che stiamo facendo». Il religioso, sia pure con toni più morbidi torna sul concetto di «Firenze, fermati!» che aveva evocato in relazione alla costruzione del maxi resort all’ex ospedale militare di San Gallo. Una pausa di riflessione che suona come una richiesta di moratoria sull’urbanistica fiorentina, già segnata dai casi del Social Hub di viale Belfiore e del cubo nero di Corso Italia, che padre Bernardo aveva definito quali «orrori inqualificabili per cui saremo impietosamente giudicati dalle generazioni future». Stavolta tuttavia i toni del monaco benedettino olivetano appaiono meno aspri. E aperti a un dialogo con Palazzo Vecchio: «Secondo me Firenze avrebbe bisogno di una sorta di stati generali dell’urbanistica anzitutto per sentire un po’ la voce del popolo, dei quartieri, dei rioni che costituiscono l’anima della nostra città, e poi perché è bene che coloro che ci governano abbiano una sorta di armonia senza la quale c’è da aspettarsi dissonanze più strane», dice padre Bernardo che invita la sindaca Sara Funaro e la sua giunta a un confronto vero con i cittadini (dopo, peraltro, quelli rifiutati negli scorsi mesi ai residenti di via San Gallo e al comitato delle antiche famiglie fiorentine). La sindaca raccoglie l’invito e, da Utrecht nei Paesi Bassi dov’è appena stata nominata segretaria di Eurocities, risponde senza polemiche: «È positivo che padre Bernardo apprezzi, condivida e rilanci un’idea che già avevamo annunciato, quella di organizzare a Firenze gli stati Generali dell’Urbanistica. Siamo al lavoro come amministrazione per preparare al meglio un momento di confronto su un tema decisivo per la nostra e tutte le città»”.
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