Rassegna stampa 2 - 8 febbraio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

09/02/2026

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Rassegna stampa

Cubo nero

Su La Nazione del 6 febbraio si legge: “I primi indagati, almeno due. E un'ipotesi di reato, falso ideologico. L'inchiesta sul 'cubo nero' non è più soltanto un facicolo aperto contro ignoti. In questi giorni sono arrivati primi avvisi di garanzia e sembrano soltanto il primo atto della 'fase due' di un'inchiesta nata la scorsa estate, sull'onda emotiva e mediatica per l'inestetismo, apprezzabile anche dai profani dell'urbanistica, della forma e del colore della nuova costruzione sorta al posto dell'ex teatro comunale di corso Italia, destinata a far molto rumore. Gli avvisi, notificati nelle ultime ore nell'ambito dell'inchiesta condotta da guardia di finanza e carabinieri e coordinata dal procuratore aggiunto Marilù Gattelli, hanno raggiunto due membri della commissione paesaggistica, 'avvisati' in vista di un atto investigativo di cui, secondo la procedura, dovevano essere messi a conoscenza. Tuttavia, trapela da fonti investigative, oltre a loro ci sarebbero altri indagati”. Su tutti i quotidiani del 7 febbraio si legge che “l'inchiesta della Procura sui cubi neri agita Palazzo Vecchio e riapre lo scontro politico sulle scelte urbanistiche per la città. Oltre una decina di persone, tra cui dirigenti della direzioen urbanistica del Comune in servizio all'epoca, funzionari della Soprinteindenza e componenti della commissione paesaggistica di Firenze hanno ricevuto un avviso di garanzia con invito a comparire dalla Procura”.

Caserma Perotti

Su La Nazione del 3 febbraio si legge: “Prenderanno il via in primavera le demolizioni programmate nell'ex caserma Perotti di via del Gignoro, destinata a trasformarsi nella futura 'cittadella della sicurezza', che ospiterà Vigili del Fuoco e altre amministrazioni dello Stato. Un progetto ambizioso, con l'obiettivo di completare i lavori entro il 2030, che interesserà un'area complessiva di 51mila metri quadrati: 13mila destinati ai pompieri, circa 15mila alla polizia e 5mila alla Guardia di Finanza. L'operazione permetterà al governo di risparmiare alcune decine di milioni di euro, attualmente spesi in affitti per sedi private delle forze dell'ordine. All'interno del complesso è prevista anche la realizzazione di alloggi per il personale, misura pensata per contrastare il fenomeno del 'fuggi fuggi' da Firenze a causa dei costi elevati degli affitti. Il numero esatto di posti letto sarà definito una volta completati gli immobili e stabilite le esigenze delle amministrazioni”.

Dehors Firenze

Su La Nazione del 4 febbraio si legge: “A Palazzo Vecchio arriva l'ordine del giorno 'Robin Hood' sui dehors. L'atto - approvato senza voti contrari e proposto da Pd, Avs-Ecolò e lista Funaro – è di quelli destinati a far discutere. Sì, perché si invita la sindaca Sara Funaro e la giunta ad aumentare entro il 30 aprile i canoni di occupazione di suolo pubblico (e dunque dei dehors) per chi è nell'area Unesco, a ridurre i canoni di chi si trova fuori dal centro e a destinare le risorse che arriveranno “al recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore della cittadinanza”. “Serve uno scatto di consapevolezza”, commenta Luca Milani, capogruppo dem, tra i proponenti dell'odg insieme ai dem Cristiano Balli, Enrico Ricci ed Enrico Conti, a Caterina Arciprete di Avs-Ecolò e a Marco Semplici della lista Funaro.

“La mia stima di aumento del canone è del 6% su base annua, poi l'ultima parola spetta alla giunta”, aggiunge Milani. “Ci aspettiamo da questa nuova modulazione un incremento dell’entrata dovuto ad una maggiore contribuzione che sarà destinata a favore dei bisogni prioritari dei cittadini più fragili – spiegano Milani, Balli, Ricci, Conti, Arciprete e Semplici -. In modo particolare, questo incremento di risorse sarà finalizzato al recupero di alloggi popolari. L’atto sottolinea anche come l’occupazione di suolo pubblico fuori dal centro storico Unesco, possa rappresentare uno spazio di aggregazione e presidio sociale, nonché di sicurezza urbana, per questo si ritiene utile alleggerirne il canone”.

Considerando che in piazza della Repubblica il costo medio come suolo pubblico è di 80.000 euro (eccetto Gilli e Paszkowski, che pagano cifre più alte) e che per le altre aree del centro gli importi sono comunque considerevoli, si comprende bene come quel 6% su base annua non sia qualcosa di poco conto. Proprio Repubblica è l'area più delicata: qui il nuovo regolamento prevede che il modello da usare sia quello di Gilli-Paszkowski e i locali sul lato della Giubbe Rosse hanno già annunciato il ricorso al Tar”.

Poggio Imperiale

Sul Corriere Fiorentino del 4 febbraio si legge: “Una villa con vincolo storico-culturale al Poggio Imperiale trasformata in un affittacamere con annessi ristorante e grande parcheggio. È il caso dell'ex Podere la Colombaia, che ha ottenuto un cambio di destinazione d'uso da agricolo a residenziale. La querelle è partita da un gruppo di residenti, che hanno visto spuntare una ruspa molto vicina alle loro case. E che, quel 20 gennaio, sono intervenuti per chiedere chiarimenti: 'L'operaio ci ha risposto che doveva aprire un varco di 4 metri e mezzo per fare un passo carrabile. Ma questo pezzo di strada è privata, non possono passare di qui', raccontano. Così, in quella stradina interna di via del Poggio Imperiale, hanno chiamaato in causa la proprietà della Colombaia e il direttore dei lavori e, dopo un sopralluogo avvenuto il 22 gennaio, il cantiere si è fermato”.

San Gallo

Su La Nazione del 5 febbraio si legge: “'Non stiamo costruendo un fortino per pochi, ma un pezzo di città che tornerà ad essere attraversabile'. Fabrizio Rossi Prodi, architetto e progettista dell'intervento sull'ex ospedale militare di San Gallo accetta di parlare con La Nazione e prova a spostare il baricentro del dibattito che ha infiammato Firenze per le 'accuse' di città svenduta. Dalle immagini delle torri in costruzione, che da settimane dominano la discussione pubblica, al senso complessivo dell'operazione. Grazie ai retroscena sull'iter autorizzativo e sulle scelte progettuali, oggi è un po' pioù chiaro che cosa accadrà davvero in quel quadrante della città. A firmare il progetto è lo studio fiorentino Rossi Prodi, incaricato nel 2016 dopo un concorso internazionale che aveva visto la partecipazione di circa 40 professionisti”. Le due torri avranno “un'altezza compresa tra i 18 e i 22 metri e, stando ai rendering e alle schede che fotografano i palazzi di quel quadrante, non supereranno in altezza gli edifici circostanti, con l'eccezione di quattro palazzine affacciate su via San Gallo”.

Urbanista Marco Massa

Sul Corriere Fiorentino del 29 gennaio si trovano le parole dell'urbanista Marco Massa: “No, per Firenze – dice non tutto è perduto, non tutto è consumato. Ma è l'ultima occasione: basta che ci si decida a cambiare il ruolo dello spazio e del patrimonio immobilare pubblico. E ce n'è ancora tanto”. Secondo Massa “bisogna partire da un dato di fatto e cioè che il patrimonio pubblico è quasi superiore a quello privato in città. Il suolo posseduto, poi è senza dubbio maggioritario. Occorre un'operazione di rovesciamento e innovazione del concetto di spazio pubblico. Finora è stato usato per fare cassa, adesso va reso più simile al bene comune che non può essere danneggiato neanche dalla mano pubblica che lo possiede e che deve preservarne il ruolo”.

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