Notre Dame e San Miniato, due restauri diversi possibili grazie all'eccellenza italiana

Data

20/02/2026

Categorie

Restauro

Focus sulla cattedrale di Notre Dame e sulla basilica di San Miniato al seminario dal titolo ‘Dall’intervento di restauro alla rinascita del patrimonio’, promosso da Ordine e Fondazione Architetti Firenze con l’Ordine degli Ingegneri di Firenze.

Due luoghi unici al mondo, due interventi molto diversi ma su cui risalta l'eccellenza italiana. La cattedrale di Notre Dame a Parigi – distrutta dall'incendio del 2019 – e la basilica di San Miniato al Monte a Firenze sono stati al centro del seminario dal titolo ‘Dall’intervento di restauro alla rinascita del patrimonio’, promosso dall'Ordine degli Architetti di Firenze (Oaf) - grazie alla commissione ‘Restauro e recupero del patrimonio esistente’ (Repaes) -, dalla Fondazione Architetti Firenze, dalla Soprintendenza Sabap di Firenze e dall’Ordine degli Ingegneri di Firenze (Oif).

Notre Dame e San Miniato: due interventi, due approcci

Tra gli ospiti d'eccezione l'architetto dello studio Comes Carlo Blasi che ha lavorato sia a Parigi che a Firenze. “Le problematiche tra Notre Dame e San Miniato – ha affermato - erano molto diverse: nel primo caso si doveva ricostruire qualcosa che non esisteva più e c'era il grosso problema delle pietre fortemente danneggiate. Nel secondo caso si tratta di una chiesa intoccabile dentro la quale evidentemente non si può modificare nulla. Si pensa che il grosso problema di San Miniato fosse quello sismico, ma in realtà c'erano criticità sulle testate delle capriate. Per Notre Dame dovevo preoccuparmi della stabilità delle strutture e il problema più grande è stato quello dei ponteggi. Tuttavia mettere la pietra della chiave di volta è stata un'esperienza notevole”.

Susanna Carfagni, ingegnere dello studio Comes, ha sottolineato che per un edificio come San Miniato “l'approccio è completamente diverso rispetto a edifici 'normali'. Per il miglioramento sismico di San Miniato l'aspetto fondamentale è la conoscenza, bisogna conoscere il luogo in ogni minimo dettaglio”.

La Soprintendente Sabap di Firenze e Prato Antonella Ranaldi ha affermato che l'intervento su Notre Dame è stato “coraggioso ed espressione di un orgoglio nazionale. A San Miniato il restauro sta per completarsi ed è di segno opposto, è conservativo, un restauro che abbiamo voluto rendere quasi invisibile. San Miniato è stato finanziato dal Pnrr e ha visto la collaborazione di enti importanti come il Ministero della Cultura, l'Agenzia del Demanio che è proprietaria dell'immobile e la Soprintendenza che ha partecipato al progetto e svolto la direzione dei lavori”.

Ranaldi ha annunciato che “siamo alla fine dell'intervento di San Miniato, ci sarà una cerimonia particolare. È un restauro quasi invisibile perché non volevamo toccare quello che il luogo rappresenta”.

Architetti e ingegneri: formazione e collaborazione

Questo ciclo di incontri rafforza il legame tra Ordine degli Architetti di Firenze e Ordine degli Ingegneri di Firenze.

"Come Ordine degli Architetti Firenze - ha sottolineato la presidente Oaf Silvia Ricceri - vogliamo sottolineare l'importanza della nascita e dello sviluppo della Commissione Repaes, in collaborazione con la nostra Fondazione, quale tavolo stabile di approfondimento tecnico, scientifico e culturale su un tema centrale per la professione e per il territorio fiorentino. Il percorso avviato si fonda su una formazione continua e condivisa con le altre figure professionali, nella convinzione che le tematiche comuni richiedano collaborazione strutturata e non iniziative episodiche".

La presidente Ricceri ha spiegato che "l'obiettivo è consolidare una prassi formativa congiunta tra Ordini professionali, offrendo agli iscritti non solo un aggiornamento qualificato, ma anche reali occasioni di confronto e crescita”.

La presidente Oif Claudia Nati ha sottolineato che la sinergia tra architetti e ingegneri “è necessaria. Ed è importante che ci sia già nelle fasi preventive, in modo da poter trovare la miglior soluzione” per gli interventi, “con un minore impatto e una maggiore sicurezza”.

Due esempi di restauro a confronto

La giornata, col contributo di Mapei Academy (ha partecipato l'ingegnere di Mapei Giulio Morandini), è stata moderata dal coordinatore della commissione Repaes Roberto Masini e ha visto la partecipazione dei consiglieri Oaf e referenti della commissione Repaes Alessandro Nocentini e Vincenzo Vaccaro.

Gli architetti Nocentini e Vaccaro hanno osservato che Notre Dame e San Miniato “sono due esempi che mostrano sia la qualità delle pratiche del restauro del patrimonio ma pure approcci conservativi che non sono identici. Crediamo che i professionisti, architetti o ingegneri, siano attenti a leggere il metodo di restauro anche da un punto di vista culturale e scientifico. La collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri non deve essere un episodio sporadico ma un'esperienza continua, che arricchisce la formazione”.

L'architetto Masini ha ribadito che “Notre Dame e San Miniato sono due opere uniche al mondo e hanno avuto interventi diversi, da una parte di ricostruzione, dall'altra prevalentemente conservativo”.

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