Rassegna stampa 21 - 27 settembre 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
28/09/2026
Categorie
Rassegna stampa
Ordine degli Architetti: più verde e meno asfalto nelle città
Su Repubblica del 23 settembre si trovano le dichiarazioni della presidente Oaf Silvia Ricceri a proposito della proposta di Stefano Mancuso ovvero un patto tra 100 città del Mediterraneo per rimuovere il 15% delle strade destinate al traffico automobilistico nei prossimi 10 anni e sostituirle con vie alberate. “Siamo a favore di una città più verde e con più spazi pubblici per combattere le isole di calore – spiega la presidente Silvia Ricceri -. Come Ordine stiamo lavorando da tempo su questi temi, è importante estendere il confronto non solo su Firenze ma su tutta l'area metropolitana. È un argomento che deve essere affrontato coinvolgendo tutti i settori, dall'ambiente alla mobilità, e gli attori in campo, compresa la soprintendenza. Interventi come quello sulla depavimentazione non possono avvenire in maniera episodica ma devono essere affrontati in maniera strutturale. Nel prossimo futuro pensiamo anche di organizzare dei convegni proprio allo scopo di coinvolgere tutte le realtà in gioco”.
Stadio Franchi
Su Repubblica del 22 settembre si legge: Project stadio, venti di ottimismo. Dopo 50 giorni di riunioni e carteggi, anche l’ulteriore integrazione della Fiorentina al dossier per entrare nell’operazione Franchi è stata protocollata nei giorni scorsi in Comune e l’istruttoria è cominciata. Ci vorrà questa settimana. Forse la prossima, per l’analisi finale. Che comunque non dovrebbe arrivare oltre la prima decade di ottobre. Probabilmente prima. Ma le impressioni preliminari sull’esito della procedura già rimbalzano sull’asse Palazzo Vecchio-club. E non sono negative, anzi. Rigidamente riservati i contenuti della proposta viola e le valutazioni in corso in Comune. Ma si sa che il verdetto è alle porte e potrebbe essere positivo. Un conto alla rovescia cruciale su una delle partite politiche e amministrative più delicate tra quelle sui tavoli della giunta Funaro può scattare. La sindaca segue carte e trattativa in prima persona. Ha messo la faccia sui ritardi nella consegna della nuova Fiesole per il centenario. Adesso accarezza la suggestione di annunciare a breve l’intesa con la Fiorentina e così chiudere la grana Franchi, a cui continuano a mancare almeno 55 milioni di euro sul secondo lotto oltre ad arredi, rifiniture e spazi esterni e ad un accordo per la gestione più che mai cruciale. Il club dei Commisso ha avanzato la sua proposta di project financing a metà luglio. I due mesi di legge per la dichiarazione dell’interesse di pubblica utilità del Comune sono scaduti il 14 settembre. La Fiorentina ha chiesto una breve proroga e trasmesso un’integrazione alle carte. Lo ha svelato l’assessora allo sport di Palazzo Vecchio Letizia Perini ieri in Consiglio comunale.
Teoricamente si può arrivare fino a metà ottobre. Ma l’ok dovrebbe arrivare prima. Anche perchè pare che le posizioni si siano avvicinate: in “cambio” dei 55 milioni la Fiorentina aveva inizialmente proposto un canone annuale di 1,5-1,8 milioni di euro e la gestione dell’impianto per 90 anni, ora pare abbia abbassato la durata. «Il nostro impegno sullo stadio Franchi va avanti» avevano detto il presidente Giuseppe B. Commisso e la madre Catherine il giorno della festa del centenario viola. I due, che ieri sono rientrati negli Stati Uniti dopo un mese e mezzo a Firenze, seguiranno ora dall’America, delegando al dg Ferrari il lavoro quotidiano in città. La Fiorentina, con l’affidamento del project, vorrebbe il famoso “total control” dei lavori sul secondo lotto, tempi certi e soprattutto una lunga concessione. impossibili 90 anni, più facile possa ottenere 50-55 anni, magari rinnovabili. Un periodo di tempo comunque considerevole che permetterebbe alla Fiorentina di dichiarare anche il Franchi, dopo il Viola Park, un asset del club, aumentandone il valore economico. Mentre fuori dalla partita del project c’è il tema delle rifiniture e delle aree commerciali, stimate in 30 milioni di euro di investimento. Anche su quelli la Fiorentina potrebbe spendere, ma il negoziato sui “concambi” è tutto da fare.
Dehors Firenze
Su La Nazione del 23 settembre si legge: “I quattro progetti unitari per ridisegnare i dehors di piazza della Repubblica, piazza della Signoria, piazza Santa Maria Novella e piazza Pitti sono arrivati sul tavolo del Comune e della Soprintendenza. Adesso comincia la fase più delicata: verificare, caso per caso, se le soluzioni messe nero su bianco dalle attività siano effettivamente compatibili con il nuovo regolamento. L’obiettivo dei due enti è arrivare all’esame in tempi rapidi, così da poter dare il via libera ai progetti oppure chiedere alle attività gli eventuali aggiustamenti necessari. Non si tratta, infatti, soltanto di cambiare tavolini, sedie e strutture. Nelle quattro piazze il tentativo è quello di mettere ordine a occupazioni che negli anni si sono stratificate in modo diverso, cercando una maggiore uniformità. Il caso più significativo è quello di piazza della Repubblica, dove il Comune punta a recuperare complessivamente più di 200 metri quadrati. Circa metà della superficie sarà liberata intervenendo direttamente sulle installazioni: verranno ridotte le profondità, aumentate le distanze tra le strutture e allargati i varchi. Gli altri 100 metri quadrati saranno recuperati dai marciapiedi, che dovranno essere completamente liberati e tornare accessibili attraverso varchi pedonali su entrambi i lati della piazza. Per ora hanno scelto di non aderire al progetto soltanto Le Giubbe Rosse. Anche l’aspetto delle strutture è stato definito in maniera piuttosto puntuale. I materiali ammessi sono acciaio e ottone satinato o bronzato. Sul lato dell’Arcone le tonalità saranno comprese nella gamma dei marroni, mentre verso via Roma saranno utilizzate diverse tonalità di grigio. In Santa Maria Novella il punto più discusso riguarda le pedane. Il progetto le prevede in tutta la piazza, ma con un’eccezione che non è secondaria: via degli Avelli. Qui la Soprintendenza sarebbe per favorire soluzioni con tavolini e sedie sul selciato. In piazza della Signoria l’elemento caratterizzante sarà invece il verde. L’idea prende spunto anche dall’impostazione del Gucci Garden e punta a inserire la vegetazione all’interno delle strutture dei dehors. In questo caso il progetto contempla inoltre la possibilità di utilizzare pannelli di vetro, così da garantire una protezione dal vento e dalla pioggia. Più limitato, almeno sulla carta, l’intervento previsto per piazza Pitti. Qui la richiesta del Comune è concentrata soprattutto sul tratto in prossimità del varco telematico di piazza San Felice: le attività dovranno alleggerire la strada dalla presenza di sedie e tavolini. Il passaggio dai progetti alla loro applicazione avviene mentre la Polizia municipale ha intensificato i controlli sui dehors per la violazione del regolamento”.
Stazioni Firenze
Su La Nazione del 25 settembre si legge: 'Alle stazioni di Firenze Rifredi e Firenze Statuto si prova a cambiare marcia. Il degrado - documentato qualche mese fa anche da La Nazione che ha raccontto criticità e differenze rispetto alla stazione di Santa Maria Novella - ha portato la sindaca Sara Funaro a chiedere più volte di intervenire. Il sopralluogo che c'è stato lo scorso 22 settembre tra il Comune e Rfi va proprio in questa direzione. “Avevamo chiesto a Rfi un cambio di passo concreto sulla situazione delle stazioni di Rifredi e Statuto, dopo le segnalazioni dei cittadini, e oggi possiamo registrare alcuni primi impegni importanti”, ha detto Funaro. Per la prima cittadina sia Rifredi che Statuto devono tornare “a essere luoghi vivi, funzionali, accoglienti e all’altezza di Firenze”. Per la stazione di Rifredi Rfi ha preso l'impegno a riaprire la sala d'attesa – fondamentale per i passeggeri – e a riqualificare il sottopasso pedonale lato Prato. Tra gli obiettivi c'è anche quello di lavorare in accordo con Palazzo Vecchio per migliorare il decoro delle pareti del sottopasso, anche attraverso un bando per la realizzazione di opere grafiche, immagini, design (coinvolgendo dunque artisti). Inoltre verrà fatto uno studio di fattibilità per provare a realizzare gli ascensori a servizio dei marciapiedi.
Da Rifredi a Statuto: qui Rfi si è impegnata a riqualificare le pensiline sui marciapiedi e l’illuminazione. Stesso impegno anche sull'aumento della videosorveglianza. C’è poi la volontà di lavorare con una progettazione condivisa sui locali che danno sui binari, l’area vetrata, così come di avviare un confronto con la Soprintendenza per riqualificare la facciata, anche qui coinvolgendo street artist e studiando la possibilità di mantenere delle grafiche permanenti, in modo da contrastare il degrado.
“Avevamo detto che non ci saremmo limitati a segnalare i problemi, ma che avremmo chiesto a Rfi impegni precisi – ha rivendicato Funaro -. È quello che stiamo facendo e siamo soddisfatti di collaborare in questa direzione”.
“Ci siamo fatti portavoce di segnalazioni e disagi di cittadini e residenti e abbiamo avviato quindi un confronto con Rfi e il sopralluogo svolto ci ha permesso di mettere a fuoco gli interventi necessari e di ottenere impegni precisi su diversi aspetti, dal decoro alla sicurezza, dalla sala d’attesa di Rifredi alla riqualificazione degli spazi di Statuto – ha aggiunto l'assessore alla mobilità e sicurezza Andrea Giorgio -. A questo lavoro si aggiunge quello che stiamo facendo come Comune sulle velostazioni: sia Rifredi sia Statuto rientrano nel nostro piano per favorire l’interscambio tra bicicletta e treno e rendere sempre più integrati i diversi sistemi di mobilità”. Gli impegni ci sono. Ora però bisogna passare dalle parole ai fatti: non a caso Funaro ha chiesto di “trasformare questi impegni in interventi realizzati rapidamente”'.
Ex Ote
Su Repubblica del 25 settembre si legge: 'Con quel “filo spinato e quel muro così alto sembra quasi una caserma”, commentano i residenti, chissà se consci di quanto è frizzante il dibattito sul distretto toscano della difesa e dell'aerospazio, caldeggiato da Leonardo e Confindustria. Analisi, riunioni, investimenti. Una sfida che anche l'ex Ote di via Barsanti, di proprietà di Leonardo, può raccogliere per sfuggire alla speculazione. Con un paletto già fissato dalla Cgil: “Sul fatto che resti un sito industriale diamo un giudizio positivo, però riteniamo – avverte il segretario generale fiorentino Bernardo Marasco – che gli investimenti debbano essere indirizzati alla dimensione civile: satelliti, cybersicurezza, rinnovabili, per fare alcuni esempi”. Non una fabbrica di armi, insomma. La partita deve ancora iniziare, ma ci sono punti fermi e una suggestione: portare a Novoli laboratori di eccellenza di Leonardo, rilanciando così un'area dismessa da oltre un decennio”.
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